Daniel Radcliffe: “Il mio alcolismo legato a Harry Potter”

Daniel Radcliffe: “Il mio alcolismo legato a Harry Potter”

Marzo 20, 2020 0 Di IlPixelMatto
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Daniel Radcliffe ha svelato le sue difficoltà a gestire una fama precoce e per questo a avuto problemi di alcolismo: «Mi chiedevo se sarei rimasto per sempre il maghetto di Hogwarts». Su Italia 1 stanno dando due volte a settimana per tutto il mese, una maratona di Harry Potter per contrastare la pandemia di CoronaVirus che sta dilagando.

harry potter
La fama ha un costo, soprattutto se arriva troppo in fretta. La storia del cinema è piena di bambini prodigio, ma la magia di Harry Potter è stata proprio grande!

Purtroppo la magia di Harry Potter non ha protetto Daniel Radcliffe, protagonista della trasposizione cinematografica della serie di Harry Potter! Se i libri di J.K. Rowling hanno avvicinato milioni di ragazzini alla lettura, l’ultima pellicola della serie ha coinciso per l’attore con la scoperta dei poteri anestetizzanti dell’alcool.

«Il panico» è una delle cause! Così ha raccontato l’attore alla Bbc.

«Stava finendo l’avventura e non ero sicuro di cosa avrei fatto dopo». Una paura comprensibile, data la fine della saga Potteriana che ha tenuto impegnati l’attore e i coprotagonisti da Emma Watson a Rupert Grint per gran parte dell’adolescenza, fin da quando avevano 11 anni, per arrivare ai 21 anni.

Come si cresce sotto la luce dei riflettori? «Non ero a mio agio con me stesso, o con la versione sobria di me. Così bevevo». Però anche gli eccessi erano visti attraverso il prisma della fama: «Se uscivo e mi ubriacavo la gente mi guardava con interesse e curiosità, perché non ero semplicemente una persona un po’ brilla, ero pur sempre il ragazzo di Harry Potter. Non mi piaceva essere osservato a quel modo, così bevevo di più, mi ubriacavo ancora. Per alcuni anni sono andato avanti così».

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Ne è uscito grazie ai genitori, la lotta all’alcolismo di Daniel Radcliffe

I suoi genitori, ha detto Radcliffe, non bevono, ma l’alcolismo ha segnato diverse generazioni della sua famiglia. E’ stata solo la determinazione a smettere che lo ha portato a riuscire nella sua decisione. «Alla fine sei solo tu a poter decidere di dire basta». Ci sono voluti «tempo e più di un tentativo», nonché molta fortuna. «Ho incontrato persone meravigliose che mi hanno aiutato, altri attori che mi hanno dato consigli molto importanti». Adesso non tocca alcool: «Bere non mi manca. Quando penso al caos che era la mia vita allora, sono felice di stare meglio».

E’ stato scritturato a 10 anni. Ha domato l’alcool, ma il trauma?

Daniel Radcliffe è diventato famoso in pochissimo tempo, è infatti uno degli attori più conosciuti e pagati al mondo ma questo lo ha portato all’alcolismo. L’ultimo film ha ormai dieci anni eppure Radcliffe sarà sempre Harry Potter. Come si cambia? Come si va avanti? «Sono molto affezionato al ruolo e agli anni che ho passato assieme ai miei amici e colleghi». Ma c’è qualcosa che non può mai sparire: «Se non fosse per Harry Potter sarei riuscito a diventare un attore? E oggi, le parti che mi vengono offerte mi arrivano perché sono stato Harry Potter o perché sono bravo?».

È la maledizione del successo

Il successo crea problemi, si sa, è come una maledizione! Nonostante il lavoro e il plauso dei critici ovviamente non gli manchino. Radcliffe è protagonista al cinema di «Escape from Pretoria», film di Francis Annan su tre attivisti contro l’Apartheid in Sudafrica, mentre a teatro è stato all’Old Vic di Londra al fianco di Alan Cummings e Jane Horrocks in «Endgame», di Samuel Beckett, sino a quando il Covid-19 non ha portato alla cancellazione di tutte le repliche. Prima ha interpretato «Equus», pièce di Peter Shaffer, l’avvocato Arthur Kipps in «The woman in black», Allan Ginsberg in «Kill your darlings».

Il teatro, e Londra, sono stati fondamentali

«C’è poca tolleranza per chi si dà arie. Per un periodo sono stato a Los Angeles e credevo di impazzire. Non riesco a immaginare cosa possa significare crescere lì, soprattutto perché quando sei piccolo, o molto giovane, non sai esattamente chi sei e credi all’immagine che gli altri hanno di te. Non sempre hai la forza di rimanere fedele a ciò che sei. Alla fine devi farti delle domande esistenziali: cosa vuoi dalla vita? Ho capito che la mia passione è fare l’attore, che l’avrei fatto anche senza fama e senza soldi. Così vado avanti».

Daniel Radcliffe

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